Tutelato il paesaggio e di un sito storico di grande valore
L’associazione Salboro Incontra ha ottenuto un risultato senza precedenti: il Consiglio di Stato ha riconosciuto che l’autorizzazione data dal Comune di Padova all’installazione dell’antenna di telefonia era viziata fin dall’origine, avendo omesso di considerare la vicinanza alla chiesa di San Michele Arcangelo. Con la sentenza depositata il 12 giugno, l’antenna è ora priva di qualsiasi autorizzazione.
Il giudice amministrativo, e questo è davvero motivo di soddisfazione per l’associazione, ne ha riconosciuto il valore e la sua legittimità ad agire in giudizio. Spiace, soprattutto dopo le assicurazioni date dall’amministrazione comunale, che in sede di giudizio sia stata sostenuta l’improponibile tesi dell’”irrilevanza della dichiarazione di interesse culturale dell’oratorio”. Per fortuna ci ha pensato il Consiglio di Stato e oggi possiamo dire: esiste un giudice che non consente eccessi di potere. Un ringraziamento particolare all’avvocato Stefano Bigolaro, che con passione e straordinaria competenza ha rappresentato in giudizio l’associazione.
Un luogo dove la storia attraversa i secoli
Pozzoveggiani si trova lungo l’antico tracciato della Via Annia, importante strada romana che collegava Adria ad Aquileia. Il nome della località deriva probabilmente dall’antico “Puteus Vitaliani”, cioè il “pozzo di Vitaliano”, personaggio legato alla tradizione cristiana padovana.
L’Oratorio di San Michele Arcangelo rappresenta il vero gioiello del sito. L’edificio attuale risale al XII secolo, ma è stato costruito sopra una precedente struttura del VI-VII secolo. Nel corso dei secoli la chiesa è stata modificata più volte, conservando però preziose testimonianze architettoniche e artistiche che raccontano l’incontro tra influenze bizantine e cultura carolingia. L’Oratorio di San Michele Arcangelo è considerato uno degli edifici religiosi più antichi del territorio padovano.
L’amministrazione comunale di Padova miope
C’è voluta la grande volontà dei cittadini di Salboro, per tutelare il proprio territorio, spendendo soldi e tempo, contro una autorizzazione, che il comuna di Padova, ha fornito disinteressandosi della nostra storia e cultura della città. Bastava sper guardare il luogo per capire che l’antenna non andava installata li, a sfregio della vista della chiesa e dell’Oratorio di San Michele Arcangelo.
Al posto di pensare a come valorizzare un sito storico, il Comune di Padova, preferisce danneggiare il nostro territorio e la nostra storia in nome del progresso, senza cercare soluzioni che possano fare convivere la storia con l’avanzamento tecnologico.
Grazie ai cittadini che hanno impedito questo scempio.

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