Perché il Comitato Granze di Camin si oppone all’hub Alì
Il progetto del nuovo hub logistico Alì a Granze di Camin, nella zona est di Padova, è diventato uno dei temi urbanistici più discussi degli ultimi anni in città. Accanto alla posizione favorevole dell’azienda e di parte delle istituzioni locali, si è sviluppato un forte movimento di opposizione guidato dal Comitato Granze di Camin.
Il gruppo di cittadini, nato per difendere il territorio dall’espansione urbanistica dell’area industriale, contesta soprattutto il consumo di suolo agricolo e l’impatto ambientale del nuovo polo logistico.
Il progetto trasforma definitivamente una delle ultime aree verdi residue tra Camin, Granze e la ZIP di Padova.
Il tema centrale: il consumo di suolo
La principale motivazione della protesta riguarda la cementificazione dei terreni agricoli, una superficie grande come due volte Prato della Valle, con una altezza di 35 metri, un volume tre volte l’IKEA.
Il nuovo hub logistico Alì prevede infatti l’urbanizzazione di una vasta area oggi agricola ai margini della zona industriale di Padova Est. Per il Comitato Granze di Camin, questa operazione rappresenta un ulteriore passo verso la saturazione urbanistica di un territorio già profondamente segnato da decenni di espansione industriale.
Secondo i residenti contrari al progetto:
- il territorio di Camin ha già pagato un prezzo elevato in termini ambientali;
- Padova Est è una delle aree più urbanizzate del Veneto;
- le superfici verdi residue svolgono una funzione ecologica fondamentale;
- il nuovo hub aumenterebbe impermeabilizzazione e rischio idraulico.
Il comitato sostiene inoltre che il progetto sia in contrasto con gli obiettivi europei di riduzione del consumo di suolo e di adattamento climatico urbano.
L’aumento del traffico pesante
Un altro punto centrale delle contestazioni riguarda la viabilità.
Secondo il Comitato Granze di Camin, il nuovo polo logistico comporterà un significativo incremento del traffico di camion e mezzi commerciali nell’area di Padova Est. I residenti temono conseguenze dirette sulla qualità della vita, tra cui:
- aumento dell’inquinamento atmosferico;
- maggiore rumorosità;
- congestione del traffico locale;
- peggioramento della sicurezza stradale;
- incremento delle emissioni climalteranti.
Le preoccupazioni riguardano soprattutto le aree residenziali vicine a Camin, Granze e alla cintura urbana orientale di Padova, già attraversate da importanti assi viari e flussi industriali.
Le vicende giudiziarie
Il progetto è stato anche al centro di una lunga battaglia amministrativa. Diversi comitati di cittadini hanno presentato ricorsi contro le autorizzazioni urbanistiche e ambientali.
Nel 2025 il Consiglio di Stato aveva temporaneamente sospeso parte dei lavori, riconoscendo il rischio di trasformazioni irreversibili del territorio.
Successivamente, nel 2026, il TAR Veneto ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comitato Granze di Camin, consentendo di fatto la prosecuzione dell’intervento.
La vicenda rimane comunque aperta, con ulteriori iniziative legali annunciate dai residenti contrari al progetto.
Rigettato il ricorso al TAR
Dal comunicato del Comitato
<<Rigettato il nostro ricorso contro l’ hub Alì…
Come purtroppo spesso capita il T.a.r. – nonostante il Consiglio di Stato in via cautelare si fosse espresso in senso favorevole ai ricorrenti – ha rigettato il ricorso dei Comitato e dei proprietari di immobili immediatamente confinanti con l’area di ampliamento Alì accogliendo eccezioni strettamente processuali (c.d. “di rito”) senza entrare cosi nel merito.
Il Comitato e i ricorrenti si prenderanno un momento di riflessione per decidere sulle modalità di prosecuzione della contestazione.
Rimane da parte di tutti noi un grande senso di ingiustizia, anche se ben sapevamo che le nostre istanze avrebbero trovato a che scontrarsi con la cavillosità tipica dei procedimenti amministrativi, ma la volontà di tutelare residenti e comunità hanno sempre prevalso su tutto, per questo appena possibile, certi che il vostro supporto prezioso continuerà a non mancare vi terremo debitamente informati.
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno aiutato in questo primo percorso credendo in noi.>>
Al via il ricorso al Consiglio di Stato
Il Comitato Granze di Camin non molla, e ricorrerà al Consiglio di Stato.
Il Comitato chiede alla cittadinanza di contribuire secondo le proprie possibilità, per difendere insieme un territorio che appartiene a tutti.
Come sostenere il ricorso: 1) Bonifico bancario Comitato Cittadini di Granze di Camin IBAN: IT82 X088 0712 1020 0000 0876 972 BCC Veneta Credito Cooperativo – Filiale di Camin Causale: Ricorso Hub Alì; 2) Donazione GoFundMe Con carta di credito: Dona ora per il ricorso al Consiglio di Stato
Per approfondire
Una vicenda simbolo del dibattito ambientale italiano
Il caso dell’hub Alì a Granze di Camin rappresenta oggi un esempio emblematico delle tensioni che attraversano molte città italiane.
Da una parte vi è la spinta verso la crescita della logistica e della grande distribuzione; dall’altra emergono richieste sempre più forti di tutela ambientale, riduzione del consumo di suolo e rigenerazione urbana sostenibile.
Le motivazioni del Comitato Granze di Camin si inseriscono proprio in questo scenario: una battaglia locale che riflette temi nazionali come la sostenibilità, il rapporto tra economia e territorio e il futuro delle periferie urbane.
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